2 Luglio 2011 – Palio di Siena

A Siena è sempre la stagione del Palio. La città vive per il Palio e non solo durante i giorni in cui si svolge la manifestazione a luglio e agosto di ogni anno, dal 1644, anno in cui venne disputato il primo Palio con i cavalli. Il Palio di Siena non è una manifestazione organizzata a fini turistici ma fa parte della vita della città, dei suoi cittadini secondo i quali il Palio è tra le cose “più serie” che esistano.

Il territorio di Siena è suddiviso in 17 contrade con dei confini che vennero stabiliti da un bando del 1729 voluto da Violante di Baviera, all’epoca governatrice della città.

Ogni contrada è come se fosse un piccolo stato all’interno della città. Governato da un Seggio capeggiato dal Priore e comandato nella “giostra” da un Capitano, aiutato da due o tre contradaioli chiamati “mangini”.

Partecipare al Palio di Siena è come fare un salto indietro nel tempo con un evento dove sacro e profano si fondono; pensate che anche Caterina da Siena patrona della città toscana incitava i suoi concittadini “Orsù Figli dolcissimi, correte questo Palio e fate che solo uno sia quello che l’abbia”. Il periodo del Palio inizia con l’assegnazione dei cavalli e culmina con la corsa. A correre il Palio del 2 luglio sono 10 contrade, le sette che non hanno corso il Palio del luglio dell’anno precedente e cui se ne aggiungono tre sorteggiate tra quelle che invece lo corsero. I cavalli partecipanti vengono assegnati alle contrade per estrazione da una rosa di cavalli (circa trenta) selezionati tra quelli fisicamente idonei. Le prove di idoneità e l’assegnazione dei cavalli avvengono 3 giorni prima del Palio (la mattina del 29 giugno e del 13 agosto rispettivamente per i due Pali).

La corsa del palio è preceduta da un corteo (Passeggiata Storica) a cui prendono parte oltre 600 figuranti in rappresentanza delle 17 contrade e di istituzioni dell’antica Repubblica di Siena. Il Corteo parte da Piazza Duomo nelle prime ore del pomeriggio e si snoda per alcune vie del centro cittadino prima di sfilare nella Piazza del Campo.

La corsa vera e propria consiste nel percorrere per tre volte il giro della Piazza del Campo, opportunamente attrezzata allo scopo, montando a pelo (senza sella) il cavallo.

Il primo giorno del Palio si svolge la Tratta costituita dalle batterie di selezione dei cavalli che vengono presentati (in genere sono circa una trentina). Tra questi cavalli ne vengono scelti dieci che, in tarda mattinata, sono assegnati tramite un sorteggio alle Contrade che parteciperanno al Palio.

Si tratta di un momento fondamentale perché solo dopo aver conosciuto il cavallo con il quale dovranno correre le Contrade possono mettere in atto le proprie strategie.

La tensione in questa fase è palpabile ed è testimoniata dalle grida di esultanza dei contradaioli che ricevono in sorte un buon cavallo e dalla delusione di quelli che ne ricevono uno ritenuto poco valido. Per lo svolgimento delle prove ogni Contrada porta il proprio cavallo in Piazza accompagnato da un folto numero di contradaioli e dai loro canti. La prova si svolge simulando il Palio e cioè sulla distanza di tre giri. Non si tratta tuttavia di una vera e propria gara in quanto il risultato non ha alcun valore ma serve solamente ai cavalli e ai fantini a prendere confidenza con la pista.

Il secondo giorno di Palio al mattino viene corsa la seconda prova e, nel tardo pomeriggio, la terza. Durante il pomeriggio del secondo giorno, prima della terza prova si volge la Processione dei Ceri durante la quale il Palio viene portato nella Chiesa di Santa Maria in Provenzano nel Palio di Luglio e in Duomo in quello di Agosto.

La quarta prova viene corsa il terzo giorno al mattino mentre, nel tardo pomeriggio, ha luogo la Prova Generale dopo la quale in ciascuna delle contrade partecipanti si tiene la Cena.

Si arriva al quarto e ultimo giorno, la città si sveglia all’alba. Il “Sunto” la campana della Torre del Mangia già alle otto annuncia che il grande giorno è arrivato infatti sono pochi i casi in cui, oltre al giorno del Palio, il campanone fa udire la sua voce. Ai piedi della torre si svolge la Messa del Fantino alla quale partecipano fantini, capitani e accompagnatori. Nel corso della funzione S.E. l’Arcivescovo di Siena chiederà alla Madonna protezione per uomini e animali in vista della corsa.

Alla messa segue la sesta prova detta Provaccia chiamata così perché nessun fantino sarà così imprudente da provare il proprio cavallo a dieci ore dalla corsa del Palio. Dopo la prova avverrà la segnatura ufficiale dei fantini che parteciperanno alla corsa. Successivamente, in una sala del Palazzo di Città, lontano dal frastuono che comincia a sollevarsi dalle strade, il Sindaco, i Capitani e i fantini si riuniscono per leggere il regolamento del Palio e per iscrivere i fantini alla corsa.

Spesso nelle pratiche che precedono il Palio i partecipanti obbediscono a regole non scritte che si sono istituzionalizzate per consuetudine come, ad esempio, quella di presentare il giubbetto che indosserà il fantino seguito dalle sue generalità e dal soprannome. Da quel momento le Contrade non potranno sostituire il fantino neppure nel caso in cui questi si infortuni tant’è che il cavallo può arrivare al traguardo “scosso” (senza fantino), è il cavallo che vincerà, non il fantino.

Alle prime ore del pomeriggio il “Sunto” ricomincia a suonare per avvisare che i giovani devono vestirsi per partecipare al Corteo Storico. Viene benedetto il cavallo nell’oratorio della chiesa della contrada (le contrade sono diciassette, il loro confini furono stabiliti d un editto emanato nel XVIII secolo dalla Governatrice Violente di Baviera). Nelle due ora successive la tensione sale, gli animi si scaldano sempre più alimentati dal suono delle chiarine e dalla Banda del Palio. I fazzoletti di tutte le Contrade sventolano, il Corteo Storico incede solenne e lento, il suono del “Sunto” è divenuto incessante.

Sul campo entra il Carroccio con il Palio in trionfo. A quel punto cala il silenzio sulla Piazza e gli occhi dei presenti vanno alla bandiera posta in cima alla Torre del Mangia che, in quel momento, non è mossa dal vento, ma dalla sorte che indica verso quale contrada andrà il Palio. Escono i cavalli e i fantini. L’ordine di ingresso ai canapi (le corde) viene sorteggiato con un congegno in grado di garantire correttezza e segretezza. Il decimo e ultimo cavallo, entrerà invece di “rincorsa” quando lo riterrà più opportuno, decidendo così il momento della partenza. Se la partenza non sarà valida, uno scoppio del mortaretto fermerà i cavalli.

Quest’ultimi dovranno compiere tre giri di pista per circa 1000 metri e solo al primo arrivato sarà riservata la gloria della vittoria.

Poco più di un minuto e tutto finisce. Si levano gli inni dei vincitori che abbracciati corrono in Provenzano o in Duomo a cantare un Te Deum.

Per gli sconfitti, cioè per tutti gli altri, la Festa è finita ma ricomincerà l’indomani stesso in una continuità incessante come il succedersi delle stagioni. Assistere al Palio non costa nulla. La forma della Piazza a conchiglia favorisce la visuale anche alle persone non troppo alte. E’ in Piazza che si vivono la maggiori emozioni dei giorni del Palio. Se invece si vuol star più comodi si può optare per assistere alla corsa dai palchi, dalle terrazze o dalle finestre. Per la vendita dei biglietti non esiste un coordinamento vero e proprio e bisogna contattare i singoli proprietari o rivolgersi alla reception.